“Filo magico” (testo di Mac Barnett e illustrazioni di Jon Klessen, Terre di Mezzo Editore) è la storia di una scatola e del magico filo che finiscono (per caso?) nelle mani di una bambina altrettanto prodigiosa che, con abile maestria, comincia a sferruzzare riuscendo a produrre maglioni a non finire.

Il suo incredibile dono sembra non esaurirsi mai, anche di fronte al sospetto e all’invidia di chi non riesce a spiegarsi tanta abbondanza; presto diventa un regalo inatteso per tutti, ma proprio tutti: Annabelle (così si chiama la nostra bimba portentosa) usa il suo filo magico per avvolgere persone, cose e animali con il calore delle sue creazioni calde e delicate.

La città cambia aspetto: i colori del magico filo cominciano a rivestirla cambiando il suo colorito grigio e un po’ triste.

“Si sparse la voce di questa straordinaria ragazza che non finiva mai il filo. Arrivarono persone da tutto il mondo per vedere i maglioni e per stringere la mano ad Annabelle.”

La magia continua a compiersi e spandersi, regalando a tutti un po’ della sua bellezza.

Come in ogni fiaba che si rispetti [perché in fondo questa è una piccolissima incantevole fiaba], arriva, però, un distinto ma losco figuro che cerca di rompere l’incantesimo. Che succederà? Il magia del filo andrà irrimediabilmente perduta? O scopriremo che la bellezza e la bontà non hanno prezzo e possono esistere ed espandersi solo se generosamente condivise?

filo-magico
Annabelle e il filo magico

L’incanto di “Filo magico” non sta solo nella sua storia, raccontata a parole. Le magnifiche illustrazioni accompagnano il racconto in modo essenziale. Sono semplici ma curatissime. Ci fanno immediatamente percepire il freddo della neve e il calore dei maglioni; ci permettono con pochi tratti di entrare nelle emozioni e nelle intenzioni dei personaggi, di capire l’essenza del racconto senza bisogno di tanti discorsi.

Da non perdere!

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Filo magico, Mac Barnett e Jon KlassenTerre di mezzo Editore, 2016.

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