“Ci sono case, o meglio giganteschi formicai, dove la vita privata di ciascun abitante è esposta in brandelli sulle fioriere dei balconi e sulle cassette della posta, dove chiunque ti sa dire dove lavora il vicino, quello che mangia, quanto si ubriaca e l’ammontare del suo reddito annuo con un margine d’errore del dieci per cento. Ma ci sono anche case dove si può abitare per dieci anni senza poter mai dire con sicurezza se quello che s’incontra per le scale sia un vicino o il suo ospite. […] Nel primo tipo di casa ci si interessa gli uni degli altri, ma in compenso non si hanno molti altri interessi. […] Nell’altro tipo di casa ognuno ha il suo a cui pensare.” (Dan Turèll, ASSASSINIO DI MARZO)

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