Oggi leggiamo Sulla collina di Linda Sarah (testo) e Benji Davis (illustrazioni), edizioni Giralangolo, EDT.

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Uto e Leo sono amici.

Uto e Leo ogni giorno salgono sulla collina con le loro grandi scatole di cartone.

Uto e Leo giocano. Sono re, soldati, astronauti e pirati. Forse anche esploratori, marinai e piloti.

“Ma sempre, sempre sono grandi amici. […] A Uto piace questo ritmo a due.”

Anche Samu ha una scatola di cartone e la porta sulla collina. Ha aspettato a lungo prima di decidersi, ma oggi ha trovato il coraggio: chiederà a Uto e Leo di poter giocare con loro.

“Leo sorride e dice: Certo!”

Un nuovo ritmo. Uto, Leo e Samu sono “cacciatori di draghi, buon vicini e arditi scalatori”.

Nella pancia di Uto, però, inizia a nascere una strana sensazione. Sì, me la immagino proprio lì, aggrovigliarsi nella sua piccola pancia in subbuglio. La strana sensazione cresce, cresce e cresce fino a esplodere. Così, “una sera Uto distrugge la sua scatola, ci salta su, la calpesta, la riduce a pezzi.”

Leo e Samu sono ancora pirati, astronauti e cacciatori di draghi. Vanno ogni giorno sulla collina con le loro scatole, ma Uto “preferisce stare a casa, a disegnare.”

Leo e Samu cercano di convincerlo, ma Uto non cede! Disegna e disegna: cosa? Scatole, ovvio! Comincia, però, a solleticarlo un’altra sensazione… nel frattempo Leo e Samu hanno un’idea! Riusciranno – con il loro super MegaRobo – a convincere Uto a tornare con loro sulla collina?

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Facile intuire come la storia andrà a finire, direte. Forse sì.

Questo, però, non toglie magia al racconto: bello e semplice ci narra di amicizia e gelosia, pazienza e rabbia, nostalgia e gentilezza, fantasia e libertà.

Mi piace il modo con cui riesce a parlare di emozioni, dalle più travolgenti a quelle più timide. Ognuna si rivela nel corso della storia nel modo più naturale.

Lo scoppio di rabbia che travolge Uto a metà del racconto occupa quasi prepotentemente un’intera pagina: urla, scalpita, non si può trattenere!

La trepidazione e la titubanza di Samu – che per tanto tempo ha osservato i due amici giocare – fanno solo capolino dalla grande scatola che porta su per la collina quel lunedì da lupi, quando finalmente trova il coraggio di farsi avanti.

La gentilezza di Leo si manifesta delicata e spontanea, senza troppo clamore, in un gesto semplice e sincero.

Non c’è nulla di artefatto.

I temi della gelosia e dell’amicizia sono affrontati senza forzature. Niente è negato, ma nulla è esagerato. Ogni cosa ha il suo posto e ogni cosa accade a suo tempo. Un libro che non vuole insegnare, ma raccontare una storia: una storia che riesce, comunque, ad accompagnare i bambini (e non solo) alla scoperta delle proprie emozioni – “belle” o “brutte” che siano.

E non è tutto! Quest’albo illustrato mi piace molto anche per il modo in cui parla di bambini, più in generale.

Una storia di libertà e fantasia, di gioco all’aria aperta e d’immaginazione, di tempi lenti e spazi ampi, di scatole vuote che diventano astronavi e di giornate passate a disegnare.

Un racconto di biscotti e limonata, di altalene legate ai rami e di alberi dove potersi arrampicare, di mamme e papà che lasciano andare e di bambini che imparano a stare.

Un libro che conquista, con le sue parole decise ed essenziali e con le bellissime immagini che le accompagnano e arricchiscono.

Da non perdere!

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Linda Sarah e Benji Davies, Sulla collina. Edizioni Giralangolo di EDT, 2014.

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