Protagonista del post di oggi è Il dovere di uccidere, ultimo romanzo di Håkan Nesser edito da Guanda.

A dir la verità, è la mia prima lettura di questo autore svedese. Diciamo che, in alcuni casi, non mi dispiace procedere a ritroso o saltellare qua e là, curiosando in modo “disordinato” fra i diversi libri che compongono l’opera di un autore.

Accade soprattutto con le lunghe serie di gialli scandinavi. Procedere in ordine cronologico è sicuramente più naturale e rende tutto più facilmente comprensibile, ma di tanto in tanto anche  la “lettura disorganizzata” può essere interessante: sorprese ce ne sono comunque e può essere utile come insolito esercizio di memoria e immaginazione a ritroso. Ovviamente la cosa funziona meglio con i libri a “doppia trama”, dove una parte consistente della storia (nel caso dei gialli le vicende legate all’indagine in corso) resta comunque slegata dal resto dei romanzi.

Ma torniamo a parlare del libro di oggi! Un giallo dai molti protagonisti che si svolge tutto nelle cerchie ristrette dell’amicizia, della famiglia e dei rapporti di vicinato.

Il dovere di uccidere 1

Un omicidio e due sparizioni, apparentemente senza spiegazioni, tengono impegnati il sovrintendente Münster e la sua squadra in lunghe e delicate indagini che li porteranno a svelare vecchi segreti e rancori stagnanti, anche grazie all’aiuto dell’ormai ex commissario Van Veeteren.

Come è tipico del genere, il racconto legato all’inchiesta viene abilmente intrecciato alle storie personali degli investigatoriun groviglio di vite comuni, a prima vista sostanzialmente simili, eppure  inevitabilmente differenti nel loro svolgersi e  risolversi.

Il disegno finale si compone poco a poco; i tasselli del puzzle prendono progressivamente posto facendo immaginare ogni volta un diverso epilogo. La lettura oscilla fra sicuri presentimenti e fuggevoli dubbi fino alle ultime pagine del romanzo. La conclusione  – uscita dal mazzo dei possibili finali che il lettore avrà forse già considerato – arriva, comunque, come un pugno allo stomaco. La verità dolorosa e buia che riemerge inaspettatamente dopo anni di torpore, sembra farsi scorgere per un attimo, tornando poi ad annidarsi segretamente negli angoli più oscuri dell’animo umano. Una chiusa che contiene e rivela tutto il potenziale di questo libro.

Voglio anticipare pochissimo della trama, ma per stuzzicare un po’ la vostra curiosità vi lascio con con le prime righe di questo romanzo, che sicuramente non dispiacerà agli amanti del genere.

Buona lettura!

“L’ultimo giorno da vivo di Waldemar Leverkuhn non sarebbe potuto cominciare in maniera migliore.

Dopo il vento e la pioggia insistente della notte, un gradevole sole autunnale entrava dalla finestra della cucina. Dal balcone che dava sul cortile si sentiva il sommesso e caratteristico tubare dei colombi innamorati, e dalle scale proveniva l’eco sempre più fievole dei passi della moglie diretta al mercato. Il Neuwe Blatt era aperto sul tavolo. Waldemar aveva appena aggiunto un paio di gocce di jenever al caffè del mattino quando Wauters lo chiamò al telefono.”

***

Håkan Nesser, Il dovere di uccidere. Guanda, 2017.

Annunci