Eccomi finalmente a raccontarvi  una nuova lettura “da grandi”. Il tempo è tiranno e anche se qui si continua a leggere a un ritmo discreto  il racconto procede un po’ a rilento. Poco male. D’altra parte è giusto lasciare che ogni cosa proceda a suo modo: ogni lettura ha il suo ritmo particolare. Ci sono libri che si leggono bene tutto d’un fiato e altri che svelano la loro bellezza se assaporati con calma, quasi pigramente. Storie da divorare e altre da spizzicare.

Il libro di oggi è uno di quelli che ho iniziato e finito in tre giorni. Una lettura veloce e serrata come il ritmo di questa storia incalzante ma ben strutturata: una discesa tra rapide tumultuose che culmina in un vortice finale grottesco e impetuoso che si placa, poi, nelle ultime due pagine del libro (la quiete, s’intuisce, prima di una nuova tempesta).

Stockholm Confidential è il  romanzo d’esordio della giornalista svedese Hanna Lindberg: un giallo brillante, “tragicomico” in un certo senso –  una lettura sciolta e leggera che, tuttavia, mi ha fatto anche molto pensare.

“Solveig Berg è la più promettente giornalista d’inchiesta di Stoccolma: la città non ha segreti per lei. Ma basta un solo passo falso perché la sua carriera scivoli inesorabilmente verso il baratro. In un battito di ciglia non le rimane che il suo blog, Stockholm Confidential, e qualche aggancio col jet set che ancora le permette di intrufolarsi negli eventi che contano. È così che inciampa in quello che potrebbe essere lo scoop della sua vita… ma anche il gioco più pericoloso e letale che abbia mai affrontato.”

Questo romanzo regala una rappresentazione grottesca del desiderio di successo e di potere che, al tempo dei social, cambia forma ma – forse – non sostanza. Una smania che sembra non lasciare del tutto indifferente nemmeno la protagonista, che ad alcuni sembrerà sfuggente e ambigua mentre in altri susciterà un’indulgente  e bonaria simpatia.

Tutti i personaggi principali, in realtà, mi sono sembrati quasi delle caricature portate all’estremo: l’esagerazione di tanti loro gesti, e atteggiamenti, il contrasto tra un esibizionismo ricercato e particolari scabri e ordinari di queste vite – solo all’apparenza eccezionali – amplificano e rendono palesi le contraddizioni e i tormenti di un mondo dorato che non sempre, però, mantiene le sue promesse.

Insomma, un libro agile e dinamico, che tuttavia nasconde – almeno a mio parere – diverse chiavi di lettura. Stockholm Confidential è un giallo ma non un poliziesco (e questo non mi è affatto dispiaciuto, ha spezzato e variato un po’ il ritmo delle mie letture legate a questo genere), una crime novel  – come la definisce la stessa autrice – che diventa anche la rappresentazione quasi paradossale di una realtà che affascina e consuma al tempo stesso.

L’unica cosa che inizialmente mi ha lasciata un po’ perplessa è stato il finale (mi riferisco solo alle ultime due pagine del romanzo) che mi appariva quasi scontato, troppo posato e bonario rispetto al resto del racconto. In realtà credo che questo serva a tratteggiare un epilogo aperto e indefinito che annuncia un sicuro seguito (che, in effetti, uscirà in “versione originale” il prossimo settembre e che spero di vedere presto anche in Italia: The Dark Table).

Insomma, un esordio di tutto rispetto che non deluderà tanti amanti del genere.

Buona lettura!

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Hanna Lindberg, Stockholm Confidential. Longanesi, 2017

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